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Perché ero ragazzo

Data: 08/11/2026Ora:16:00:00Tipologia:DialogoLuogo:Sala ColettiIngresso:

Nell’agosto 2015, nella stiva di un barcone diretto verso Lampedusa, 49 persone morirono asfissiate. La vicenda è ricordata come la “strage di Ferragosto”. Alaa Faraj aveva meno di vent’anni ed era uno dei passeggeri. Fu però indicato come uno degli scafisti, accusato di traffico di esseri umani e omicidio plurimo e condannato a 30 anni di carcere. Da dieci anni continua a dichiararsi innocente: ha accettato il ruolo di detenuto, ma non quello di criminale.

In carcere ha imparato l’italiano, cella dopo cella, e in quella lingua ha scritto Perché ero ragazzo (Sellerio). Il suo racconto è delicato, ironico e pieno di dignità. Il manoscritto è stato scritto a mano, su fogli recuperati in prigione, e spedito una lettera alla volta ad Alessandra Sciurba, docente di filosofia del diritto. Si erano conosciuti durante un laboratorio. Oggi lei è al suo fianco nella ricerca di verità e giustizia.
Alaa sarà con noi di persona. Parleremo di libertà e del diritto di immaginarsi un futuro, anche quando tutto sembra averlo già deciso per noi.