I’m not perfect, I’m a person.
Non sono perfetto, sono una persona.
La frase nasce all’interno di The Ballad of Human Mutations, il progetto di Aliteia dedicato ai corpi non conformi, alla fragilità e alla possibilità di trasformare ciò che siamo abituati a nascondere in qualcosa da mostrare. Già esposta alla GAMC di Riccione e alla Fondazione Banco di Napoli, a Treviso viene presentata per la prima volta come opera luminosa.
Viviamo in un tempo che ci spinge continuamente a confrontarci con modelli, aspettative e immagini di perfezione. Corpi perfetti, vite perfette, risultati perfetti. Ma essere persone significa essere anche fragili, imperfetti, diversi, incompleti.
L’opera parte da qui: dal riconoscere nell’imperfezione non qualcosa da correggere o nascondere, ma una parte essenziale dell’essere umano.
Immaginare il futuro significa allora immaginare una società capace di fare spazio alle differenze, invece di chiedere alle persone di adattarsi a un unico modello.