Quest’opera nasce da un paradosso: Close your eyes to see flowers. Chiudi gli occhi per vedere i fiori. È un invito a rallentare, a cambiare prospettiva, a riscoprire una sensibilità capace di riconoscere ciò che normalmente passa inosservato. I fiori che emergono dall’acqua rappresentano quella biodiversità fragile e spontanea che spesso ignoriamo, ma anche tutte quelle persone, emozioni e possibilità che esistono ai margini del nostro sguardo.
Il grande occhio non osserva il paesaggio: è una soglia simbolica. Ci ricorda che la visione più profonda nasce dall’attenzione, dall’immaginazione e dall’empatia.
Prima di cambiare il mondo, forse dobbiamo imparare a guardarlo davvero.